È il momento di passare dalle parole ai fatti, Scott Galloway, docente ed esperto di finanza, lancia una campagna di boicottaggio economico contro le BigTech e le loro azioni con un messaggio chiaro: se il potere politico ignora cittadini, i tribunali e i media allora bisogna colpire dove davvero ascolta, i soldi.

La proposta è semplice:
👉 Disdire abbonamenti
👉 Ridurre la dipendenza
👉 E altre azioni seguibili nel gruppo di @tecnologia etica

fonte: https://www.resistandunsubscribe.com/

#BigTech

  • ulisse62@mastodon.uno
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    8 days ago

    @devol @tecnologia il problema non è disiscriversi, ma trovare delle alternative. Amazon ad esempio ti consegna il giorno dopo, nessun’altro lo fa. Google è incluso per default in tutti i cellulari non Apple. Microsoft te lo tirano dietro quando acquisti un computer che non sia Apple o Chromebook. E’ sulla grande distribuzione che bisogna cominciare a fare pressione, affinchè offrano prodotti alternativi come ad esempio computer con Linux.

    • @ulisse62 @devol @tecnologia non è indispensabile avere il pacco il giorno dopo, puoi anche aspettare 5 giorni che non muore nessuno; non è obbligatorio avere uno smartphone con Google preinstallato, puoi comprare un Fairphone o similari oppure un telefono usato e installargli LineageOS; non è obbligatorio avere Windows, vendono laptop e desktop privi di sistema operativo e gli installi Linux, oppure compri un usato e lo pialli per metterci Linux. Volere è potere.

      • ulisse62@mastodon.uno
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        7 days ago

        @Daraf @devol @tecnologia in teoria hai ragione, nella pratica la gente non ragiona così. Noi siamo una nicchia e bisogna riconoscerlo. X i pc figuriamoci se l’utente medio sta lì a fare tutto questo casino, la gente va in negozio e prende quello che c’è. È lì che deve trovare il Fairphone o il pc con linux, anche perché la maggior parte della gente non sa neppure che esiste il Fairphone.

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        8 days ago

        @Daraf @tecnologia @ulisse62 @devol Se hai tutti e due gli occhi e tutti e quattro gli arti (nonché le capacità cognitive) funzionanti, “volere è potere”. Anche se sulle capacità cognitive di certi soggetti sedicenti “normali” detti anche politici che usano pc/telefoni, qualche dubbio ce l’avrei pure.

        Io non mi potrei permettere un computer “nudo” dove metterci dentro un sistema operativo aperto, se non trovo prima uno che me lo renda parlante e non mi dissangui il portafoglio.

        Sui pacchi, però, sono tendenzialmente d’accordo. Infatti noialtri a casa la spesa la facciamo tendenzialmente al supermercato. Io mi compro in autonomia su internet solo le cose che mi servono per la pausa pranzo. La tecnologia vado solitamente dal produttore a comprarla (anche i cavi USB) e per via di cibo/contenitori, sapendolo, mi organizzo la settimana prima.
        Adesso ho ancora Amazon Prime perché mia madre guarda prime video. Per il resto, il pacco consegnato 12 ore dopo, mi è servito solo quando mi si è rotto il cavo USBC del display braille e mi sono trovata senza. Perché quello vuole i cavi dati-ricarica. E con amazon l’ho preso la sera, e la mattina lo avevo in mano.
        Ma per il resto i pacchi non servono. Ah, ecco, ce l’ho anche per kindle. Perché nessun altro ebook reader mi risulta screen reader friendly

        • ulisse62@mastodon.uno
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          7 days ago

          @elettrona @Daraf @tecnologia @devol non è questione di avere un computer nudo, credo che Linux sia pronto per la grande distribuzione. Perché non avere ad esempio un HP con windows e un HP con linux e ognuno sceglie quello che vuole? Oppure computer Zorin che montano solo Linux. Se dobbiamo staccarci dalle bigtech americane questo è il momento

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            7 days ago

            @Daraf @tecnologia @ulisse62 @devol Perché parli senza conoscere la materia su cui mi vuoi rispondere? Il pocketbook supporta gli audiolibri e la lettura automatica, ma NON ha uno screen reader integrato che supporti la lettura di impostazioni e menu; NON ha supporto per i display braille pur avendo supporto bluetooth. Si dà il caso che io non usi kindle lettore, ma kindle app su pc e telefono.
            Mi piacerebbe che uno, prima di parlare, si informasse su quali siano le esigenze vere di chi non vede. E che cazzo lasci decidere a noi cosa è OK e cosa no.

              • Elena Brescacin@poliversity.it
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                7 days ago

                @Daraf @tecnologia @ulisse62 @devol Non ho bisogno di maestri che mi insegnino come parlare, dopo che sono 45 anni che la gente mi si approccia pensando di aver trovato la soluzione a ogni problema.
                Se proprio dobbiamo parlare di modi, ecco, avrei risposto meno irritata se mi avessi detto “da quanto ho letto, il pocketbook ha il lettore che parla ma non so in che termini, non me ne intendo”. Cazzo mi hai parlato di screen reader, che è un software specifico con funzioni specifiche, e io ho perso tempo per andare a vedere per trovarmi in mano un pugno di mosche. Come avrei dovuto reagire?
                Mettiamola in modo diverso. Nel caso di un medico specializzando che ti vede un neo sulla fronte e dice “queste sono cellule di un cancro” come reagiresti? Tu non puoi sapere che quello è un medico laureato alla università della strada che parla a memoria leggendo su internet. Tu ti spaventi perché ha usato una parola che evoca un tipo di malattia specifico. Quando tecnicamente il neo può essere una mutazione cellulare, sì, ma benigna.

    • valhalla@social.gl-como.it
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      7 days ago

      @ulisse62 @devol non ci sono le consegne il giorno dopo, però se si ha pazienza di aspettare quelli che spesso sono solo due o tre giorni — e un minimo di organizzazione per comprare per tempo dai negozi più lontani che magari consegnano dopo una settimana — qui ci sono un po’ di alternative che usiamo nel nostro gruppo di amici

      brick-mortar-and-web.lw.trueel…

  • fabriziob@diggita.com
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    Italiano
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    7 days ago

    Io non sono d’accordo sull’approccio basato sul disdire i servizi a pagamento. I soldi che vengono dati a queste aziende direttamente dagli utenti sono una quantità risibile in confronto a quanto ottengono da investitori privati ed istituzionali a fronte del semplice numero totale degli iscritti. Come per lo Sbattesimo, ci vuole una vera e propria bonifica statistica a loro danno.

    Io sono totalmente fuori da Amazon, Epic, Facebook, Instagram (sto lavorando su WhatsApp), Netflix, Uber e X, tra poco anche da Microsoft e tra un po’ di più anche da Google.

    Si campa benissimo e anzi con alternative come Mubi, ci si guadagna anche in cultura.

    Ma non si faccia l’errore di pensare che il fatto che si paghi qualcosa abbia un peso per aziende come queste. Basti vedere come Google si comporta con chi, come me, blocca gli annunci su YouTube, nonostante non lo paghi.

  • Andrea@mastodon.uno
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    7 days ago

    @devol @tecnologia potrei sbagliarmi, ma non mi risulta che i boicottaggi di questo tipo abbiano mai funzionato. Quante persone arriveranno a farlo? Al 99,99% le big tech non se ne accorgeranno neanche di questo boicottaggio. Anche perché l’utente medio non é colui che viene qua su Mastodon, e se anche dovesse arrivargli questa informazione, non é disposto a rinunciare a quei servizi. Da qualche parte bisogna pur cominciare é vero, ma non credo che questa sia la via giusta

    • Elena Brescacin@poliversity.it
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      7 days ago

      @apex @tecnologia @devol Anche io sono perplessa sui sistemi di boicottaggio, perché sono sistemi troppo radicati. Io me li immagino questi che ridono in faccia: “guarda questi. Fanno gli alternativi ma tanto, la massa e i deboli, ce li abbiamo in mano noi” - sì, mi riferisco anche a tutte le persone disabili (sottoscritta compresa) che pur contando pochissimo sul mercato, e questo non è abilismo interiorizzato ma lo dicono le statistiche… noi restiamo in qualche modo presi per la coda. E finché solo tre persone, per una ragione o l’altra, resteranno legate a queste tecnologie… hanno l’arma carica in mano loro.