Ché qualcosa, ancora, brucia il cuore …

Un disegno del’88 quando lessi questa poesia. La povertà della provincia, l’angoscia della periferia mentale da pendolare-studente a pendolare-disoccupato. Il tempo sprecato … Uno stato d’animo che conoscevo bene. Disegnai un orologio ferito, un non-luogo dove lampione e panchina mostrano uno spazio abitato dalla solitudine mentre il ritratto di #pasolini sembra sfidarci in un dialogo tra la misura temporale e quella umana.
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